La dr.ssa Daria Caminiti e gli altri specialisti del Gruppo siciliano di Medicina del sonno, nella sede della Misericordia San Giuseppe di Letojanni, hanno illustrato le innovative terapie per il trattamento dell’Osas. Il governatore dr. Alessandro D’Angelo: «Informare i cittadini sui rischi, metterli a contatto con i medici, è un servizio utile per il territorio»

Dodici milioni di italiani soffrono di Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (Osas), ma solo il 20 per cento ne è consapevole. È una malattia silenziosa, che però ha ricadute concrete, e spesso drammatiche, sulla salute e sulle attività quotidiane: dalla scarsa concentrazione e alla stanchezza diurna, che determinano un aumento della probabilità di incidenti stradali e lavorativi, all’insorgenza di patologie cardiovascolari, neurologiche e metaboliche. Di queste problematiche e delle nuove terapie messe a punto dal Gruppo siciliano di Medicina del sonno si è discusso durante l’incontro sulla “Sindrome dell’apnea del sonno” che si è tenuto ieri nei locali della sede sociale della Misericordia San Giuseppe di Letojanni.

«La Misericordia San Giuseppe di Letojanni, da ventotto anni presente sul territorio, si è sempre occupata di prevenzione in ambito sanitario – ha ricordato il governatore dr. Alessandro D’Angelo – Informare i cittadini sui rischi che i disturbi del sonno possono comportare, metterli a contatto con degli specialisti, credo possa essere un servizio utile e un risultato positivo anche nell’ottica di una riduzione della spesa sanitaria».

L’incontro è stato anche un’occasione per presentare il Protocollo Osas per la diagnosi e la terapia dei disturbi del sonno. Dopo i saluti del governatore della Misericordia San Giuseppe di Letojanni, dr. Alessandro D’Angelo, ad illustrare le nuove terapie riabilitative della Sindrome delle apnee notturne è stata la dr.ssa Daria Caminiti, specialista in otorinolaringoiatria e responsabile del Gruppo siciliano di Medicina del sonno, insieme alla pneumologa Valeria Ronsivalle – che ha sostituito il referente di pneumologia del protocollo Osas, il dr. Alfio Pennisi – alla biologa nutrizionista Maria Teresa D’Agostino, alla gnatologa Cristina Vitale e all’odontotecnico Daniele Incardona.

«La Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Osas) – spiega la dr.ssa Daria Caminiti – si manifesta con episodi ripetuti di apnee, ovvero occlusione delle vie aree superiori, che causano microrisvegli continui. Il problema non deve essere sottovalutato, poiché oltre a sonnolenza e difficoltà di concentrazione, può causare l’insorgenza di patologie cardiovascolari, neurologiche e metaboliche. Il protocollo Osas prevede un approccio multidisciplinare ai disturbi del sonno e si propone come alternativa alle terapie invasive e poco tollerate dai pazienti fin qui utilizzate, come ad esempio la ventilazione meccanica a pressione positiva (Cpap)».

Il protocollo prevede la stretta collaborazione dello specialista in otorinolaringoiatria, dello pneumologo, della biologa-nutrizionista clinica e dello ortodontista-gnatologo. Nel dettaglio il paziente viene proposto un check-up per apnee notturne e russamento che si avvale di una visita otorinolaringoiatrica per rilevare patologie che riducono il calibro delle alte vie respiratorie. Seguirà la visita dallo pneumologo per programmare ed eseguire la polisonnografia, gold standar nelle patologie del sonno. «L’esame polisonnografico ci permette di arrivare a una diagnosi corretta delle apneee ostruttive del sono – spiega la dr.ssa Valeria Ronsivalle – Attraverso un apparecchio, che il paziente indosserà a domicilio, verrà fatto un monitoraggio cardiorespiratorio notturno del sonno per studiare il tipo di apnea e capire soprattutto se si tratta di apnee lievi, medio-gravi e gravi. Da qui poi partirà il percorso terapeutico».

La visita nutrizionistica è necessaria per trattare eventuali malattie metaboliche o eccesso di peso corporeo con un percorso dietetico personalizzato. «Anche un leggero sovrappeso, oppure la presenza di adoposità localizzate sull’addome o sul collo, possono essere fattori predisponenti per le apnee notturne- spiega la nutrizionista Maria Teresa D’Agostino – Il protocollo Osas, dopo una attenta valutazione clinica, prevede una dieta chetogenica, che permetterà di perdere chili velocemente e in sicurezza, senza assunzione di farmaci». «La componente alimentare è determinante nel trattamento delle apnee notturne – sottolinea Davide Vinciullo, rappresentante dell’ azienda promotrice del Protocollo Osas – Da oltre 10 anni la Penta Diet è presente sul mercato italiano nell’ambito delle Very Low Calories Diet ovvero diete a bassissime calorie, ci occupiamo della formulazione di integratori proteici a basso stimolo insulinemico che nella terapia per l’Osas agiscono sul depauperamento del grasso viscerale».

Il paziente viene poi sottoposto a visita ortognatodontica per escludere o evidenziare anomalie ed alterazioni del distretto cranio-cervico-mandibolare. «Il Protocollo Osas – sottolinea la dr.ssa Cristina Vitale – per i pazienti che presentano disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare, spinta linguale atipica o malocclusioni dentali ha messo a punto dei dispositivi intraorali, affidabili e poco invasivi, che permettono di trattare le apnee notturne di lieve e moderata entità». «Si tratta di dispositivi di avanzamento mandibolare, i cosiddetti Mad – spiega Daniele Incardona, titolare del Laboratorio Modica Ortodonzia – che servono a spostare in avanti la mandibola per aumentare lo spazio delle vie aeree. Devono essere creati su misura per ogni singolo paziente, per garantire l’adattamento alla conformazione oro-dento-facciale».

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