Negli ultimi anni oltre 300 scienziati hanno preso l’iniziativa di firmare una dichiarazione legata all’impegno di combattere l’inquinamento globale.

L’ossigeno è fondamentale per la sopravvivenza di ogni essere vivente. Quando ci immergiamo in acqua, dopo pochi secondi il nostro corpo inizia a sentire l’esigenza di dover tornare ad assumere ossigeno e, così, il nostro istinto di sopravvivenza ci spinge ad andare in superficie per respirare.

Tutto ciò evidenzia l’importanza di quest’ultimo per la sopravvivenza. Purtroppo oggi, numerose scoperte scientifiche hanno rilevato una notevole e non poco indifferente diminuzione di ossigeno nei nostri oceani e, ovviamente, a risentirne di ciò sono proprio le migliaia di specie marine che oggi, a causa del riscaldamento globale, stanno morendo.

I livelli di carenza di ossigeno di alcune zone del mondo appaiono ancor più preoccupanti. Gli oceani e i mari non sono soltanto inquinati dalla plastica, ma l’acqua oltre ad essere sempre più acidificata, è soprattutto sempre più calda. Ciò significa che assorbe meno ossigeno dall’atmosfera e altera le correnti che portano in profondità l’acqua di superficie carica di ossigeno. Tra le zone in cui le acque stanno subendo maggior influsso riguardo questo fenomeno ricordiamo California, Perù, Namibia o mare Arabico .

Pochi mesi fa, oltre 300 scienziati di circa 30 Paesi hanno sottoscritto una dichiarazione per sollecitare, le Nazioni Unite e i governi, a cercare di trovare una soluzione per questo problema che coinvolge tutti quanti.“Serve un’azione immediata e vanno fatti passi più rapidi e seri per rallentare cambiamento climatico e ridurre l’inquinamento costiero”.

E’ l’unico modo, sostengono, per far tornare gli oceani a respirare.

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